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Consiglio Direttivo - Navimodel

FEDERAZIONE ITALIANA NAVIMODEL


Consiglieri

Consiglio Direttivo Nazionale

(National board of directors)

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Bignami Luciano Presidente
( President)
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Menoni Luigino Segretario Generale
(General  Secretary)
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Palandri Massimo Vice-Presidente (V. President)
(Responsabile sez. C)
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Branca Giovanni Vice - Presidente (V. President)
(Responsabile sez.FSR) 
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Mioc Gherardo Vice - Presidente  (V. President)
(Responsabile sez. M) 
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Bovi William Vice - Presidente  (V. President)
(Responsabile sez. S) 
 
Bottalico Michele Consigliere                  (Adviser) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cavaletto Carlo Consigliere                  (Adviser) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chiabotto Riccardo Consigliere                  (Adviser) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Macchiarini Claudio Consigliere                  (Adviser) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tirelli Marco Consigliere                  (Adviser)  
 
REVISORI DEI CONTI
(Auditor)
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Benedetto Albino Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cappelletti Aldo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gemelli Alberto Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
 (Board of Arbiters)
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Petroli Leonardo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cattaneo Gilberto Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Taccani Vittorio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
SEZIONI(Section)  RESPONSABILE    
(Menager for Section)
SEGRETARIO di SEZIONE 
(Secretary for Section)
 
COMPONENTI COMMISSIONE TECNICA SPORTIVA (C.T.S.) (Members)   e-mail263.gif
Sezione C Palandri
Massimo
Bottalico Michele  Palandri Massimo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 Bottalico Michele  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 Benedetto Albino Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
 Cavaletto Carlo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 Chiabotto Riccardo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dall'Asta Dino   
 Mezzetti Wilmer  
     
Sezione FSR scoppio V-H-O   Branca
Giovanni
Branca Giovanni  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
 Tirelli Marco  
Della Noce Ivano  
Menoni Luigino Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Sezione FSR
elettrico M
Mioc
Gherardo
Fornaciari Isacco Mioc Gherardo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Fornaciari Isacco Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bigi Roberto Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Magnanini Wilmer Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Sezione S vele Bovi William Macchiarini Claudio Bovi William  
Macchiarini Claudio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cimino Gianni  
Frontini Ezio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Montecchi Gianluca  
Saccenti Paolo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Sezione NS Bignami Luciano Bignami Luciano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Maretti Alberto  
 
Responsabili Sito Web "NAVIMODEL"  e-mail263.gif
Cavaletto Carlo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
         
Storico CDN - Navimodel

1942
Anno di fondazione in cui nasce “Associazione Modellistica Marinara Milanese” Navimodel
Fondatore e Presidente: Ammiraglio Camperio Filippo
Altri soci fondatori: Guglielmo Stobbia, Orazio Curti e vari soci della Lega Navale Italiana sezione di Milano

1946
Elezioni 21 novembre 1946
Presidente: Comandante Jarach Federico
Segretario: Zipoli Giancarlo
Assemblea generale: è stato stabilito all’unanimità di aggiornare definitivamente la denominazione di “Navimodel” in “Associazione Modellistica Navale” omettendo la vecchia dicitura di “Associazione Modellistica Marinara Milanese”, e questo in vista degli sviluppi sempre più vasti dell’associazione.

1947
Rifondazione “Associazione Modellistica Navale” Navimodel
Presidente: Stobbia Guglielmo.
Segretario Generale: Zipoli Giancarlo

1948 1949
Presidente: Stobbia Guglielmo.
Segretario Generale: Zipoli Giancarlo

1950 1951
Presidente: Stobbia Guglielmo.
Segretario Generale: Zipoli Giancarlo

1952 1953
Presidente: Stobbia Guglielmo.
Segretario Generale: Zipoli Giancarlo

1954
Presidente: Stobbia Guglielmo.
Segretario Generale: Zipoli Giancarlo

1955 1956
Elezioni 30 gennaio 1955
Presidente: Gioacchini Vilfiderio
Segretario Generale: Gismano Aldo
Vicepresidenti: Curti Orazio, Brusotti Cesare
Consiglieri: Cesati Alberto, Mauri Carlo, Cervesato Remigio, Sartorio Arnaldo, Bonato Bruno.

1957 1958
Elezioni 1957
Presidente: Gioacchini Vilfiderio
Segretario Generale: Brusotti Cesare
Vicepresidente: Sarnella Sabato
Consiglieri: Orazio Curti, Rapi Luigi F., Mauri Carlo, Segati Alberto, Bonato Bruno, Cervesato Sergio, Gismano Aldo.

1959 1960
Elezioni febbraio 1959
Presidente: Gioacchini Vilfiderio
Segretario Generale: Curti Orazio
Vicepresidente: Rapi Luigi F.
Consiglieri: Marani Bruno, Fontanesi Carlo, Bonato Bruno, Cervesato Remigio, Gismano Aldo.

1961 1962
Elezioni 1961
Presidente: Gioacchini Vilfiderio
Segretario Generale: Bonato Bruno
Vicepresidenti: Rapi Luigi F., Orazio Curti
Consiglieri: Malfatti Ivo, Cesani Luciano, Cervesato Remigio, Fontanesi Carlo, Salonia Salvatore

1964
Elezioni 1964
Presidente: Gioacchini Vilfiderio
Segretario Generale: Bonato Bruno
Vicepresidenti: Rapi Luigi F., Orazio Curti
Consiglieri: Bestetti Renato, Malfatti Ivo, Cesati Alberto, Cervesato Remigio, Costa Fortunato.

1968 1969
Elezioni 23 gennaio 1968
Presidente: Bestetti Renato
Segretario Generale: Brusotti Cesare
Vicepresidenti: Rapi L.Fabio, Orazio Curti
Consiglieri: Aliberti Alberto, Malfatti Ivo, Cesati Alberto, Costa Fortunato, Lunghi Cesare.

1970 1971
Elezioni 8 marzo 1970
Presidente: Bestetti Renato
Segretario Generale: Brusotti Cesare
Vicepresidenti: Rapi L. Flavio, Orazio Curti
Consiglieri: Gismano Aldo, Malfatti Ivo, Corio Serafino, Aliberti Alberto.

1972 1973
Elezioni 5 marzo 1972
Presidente: Bestetti Renato
Segretario Generale e Tesoreria: Aliberti Alberto, Gismano Aldo.
Vicepresidenti: Rapi L. Flavio, Curti Orazio
Consiglieri: Antonietti Carlo, Lunghi Cesare
Rapporti con NAVIGA: Malfatti Ivo
CTS: Rapi L. Flavio, Crespi Aldo, Malfatti Ivo, Rovati Luigi.
Informazione e stampa: Cingano Bruno
Consiglieri a disposizione: Renato Bruno, Preti Luigi, Alberani Carlo, Zecchili.

1973 Rimpasto del CDN
Elezioni 23 giugno 1973 Assemblea Generale Straordinaria
Presidente: Bestetti Renato
Segretario Generale: Aliberti Alberto
Vicepresidente: Curti Orazio
Consiglieri: Lunghi Cesare, Gismano Aldo, Malfatti Ivo, Rotaris Walter, Taccani Vittorio, Antonietti Luigi.
Per le Sezioni: Crespi Dino, Marani Bruno, Terrarossa Gaetano, Franceschinel Mario, Preti Francesco, Alberani Carlo, Rovati Luigi, Renato Bruno.

1974 1975
Elezioni maggio 1974
Presidente: Scala Domenico
Segretario Generale: Bellabarba Sergio
Vicepresidente: Curti Orazio
Consiglieri: Crespi Dino, Gismano Aldo, Aliberti Alberto, Malfatti Ivo, Lunghi Cesare, Brusotti Cesare, Cingano Bruno, Rovati Luigi, Renato Bruno.

1976 1977
Elezioni giugno 1976
Presidente: Gismano Aldo
Comitato di Segreteria: Gismano Aldo, Curti Orazio, Aliberti Alberto.
Vicepresidenti: Curti Orazio, Aliberti Alberto
Consiglieri: Bellabarba Sergio, Lunghi Cesare, Taccani Vittorio, Cingano Bruno, Franceschinel Carlo, Sabbadin Mario, Poggi Piero, Bo Giulio, Paolozzi, Stoffel.

1978 1979
Elezioni dicembre 1978
Presidente: Gismano Aldo
Segretario Generale: Longoni Ercole
Comitato di Segreteria: Guerreri Edoardo, Osculati Giorgio
Vicepresidenti: Curti Orazio, Aliberti Alberto
Consiglieri: Fiore Sergio, Merlotti Giorgio, Taccani Vittorio, Poggi Piero, Renato Bruno, Squilloni Osvaldo, Lamanna Renato, Barbieri Giancarlo, Franceschinel Mario, Boari Carlo.

1981 1982
Elezioni 11 ottobre 1981 a Bologna
Presidente: Gismano Aldo
Segretario Generale: Guerreri Edoardo
Vicepresidenti: Aliberti Alberto, Rossi Emilio
Consiglieri: Fiore Sergio, Alberani Mario, Alfonsi Renzo, Lamanna Renato, Longoni Ercole, Squilloni Osvaldo, Zocca Luciano.

1984 1985
Elezioni gennaio 1984 a Bologna
Presidente: Gismano Aldo
Segretario Generale: Merlotti Giorgio
Tesoriere: Neri Renato
Vicepresidenti: Buganè Pierluigi, Squilloni Osvaldo
Consiglieri: Curti Orazio, Fiore Sergio, Lucchini Alessandro, Ragazzi Franco, Soccoli Costantino, Guerreri Adriana sostituita nel corso del mandato da Marzorati Walter

1985
Marzo 1985 Dimissioni del Presidente Gismano Aldo
La presidenza è stata assunta da Curti Orazio

Giugno 1985 Rimpasto del CDN
Presidente: Curti Orazio
Segretario Generale: Merlotti Giorgio
Vicepresidente: Buganè Piero.
Consiglieri: Neri Renato, Fiore Sergio, Soccoli Costantino, Ragazzi Franco, Chendi Domenico, Giorcelli Giancarlo, Squilloni Osvaldo, Marzorati Walter.

1986 1987
Elezioni 17 settembre 1986
Presidente: Curti Orazio
Segretario Generale: Bonassi Giancarlo
Vicepresidenti: Pepe Carlo, Fiore Sergio
Consiglieri: Buganè Piero, Giorcelli Giancarlo, Manfron Filippo, Merlotti Giorgio, Ragazzi Franco, Sanasi Francesco, Casini Ezio.

1988 1989
Elezioni marzo 1988
Presidente: Curti Orazio
Segretario Generale: Bonassi Giancarlo
Vice Segretario: Riva Giuseppe
Vicepresidenti: Fiore Sergio, Casini Ezio
Consiglieri: Barbieri Giancarlo, Buganè Piero, Nicolai Ennio, Pepe Carlo, Perrero Adriano, Sanasi Francesco.

1990 1991
Elezioni aprile 1990
Presidente: Curti Orazio
Segretario Generale: Ezio Casini
Vicepresidente: Giorcelli Giancarlo
Consiglieri: Biorci Marco, Collini Antonio, Guerrini Luca, Guerrini Umberto, Barbieri Giancarlo, Denicolai Ennio, Buganè Piero, Perrero Adriano

1992 1993
Elezioni marzo 1992
Presidente: Casini Ezio
Segretario Generale: Guerrini Luca
Vicepresidenti: Guerrini Umberto, Perrero Adriano
Consiglieri: Borello Tullio, Menoni Luigi, Giorcelli Giancarlo, Denicolai Ennio, Trolese Giuseppe, Renier Marco

1993 Rimpasto del CDN
Presidente: Casini Ezio
Segretario Generale: Guerrini Luca
Vicepresidente: Guerrini Umberto.
Consiglieri: Perrero Adriano, Renier Marco, Trolese Giuseppe, Giorcelli Giancarlo, Zoni Silvano, Denicolai Ennio, Menoni Luigi, Borello Tullio.

1994 1995
Elezioni 20 marzo 1994
Presidente: Casini Ezio
Segretario Generale: Zoni Silvano
Segretario aggiunto: Guerrini Umberto
Vicepresidenti: Bonassi Giancarlo Menoni Luigi Perrero Adriano
Consiglieri: Guerrini Luca Nordio Romeo Bullo Alberto Giardina Salvatore Borello Tullio

1996 1997
Elezioni 18 febbraio 1996
Presidente: Casini Ezio
Segretario Generale: Longoni Ercole (aiuto Guerrini Umberto)
Vicepresidenti: Bonassi Giancarlo, Nordio Romeo, Perrero Adriano
Consiglieri: Bignami Luciano, Braghi Luciano, Bullo Alberto, Giardina Salvatore, Guerrini Umberto, Napoletano Umberto

1998 1999
Elezioni 22 marzo 1998
Presidente: Casini Ezio
Segretario Generale: Bottalico Michele
Segretario aggiunto: Guerrini Umberto
Vicepresidenti: : Nordio Romeo, Pepe Carlo, Perrero Adriano
Consiglieri: Bonassi Giancarlo, Bullo Alberto, Coloma Giacomo, Lupi Piergiorgio, Napolitano Umberto

2000 2001
Elezioni 19 marzo 2000
Presidente: Casini Ezio
Segretario Generale: Bottalico Michele
Vicepresidenti: Bigi Roberto, Bignami Luciano, Nordio Romeo
Consiglieri:  Bonassi Giancarlo, Bullo Alberto, Coloma Giacomo, Lupi Piergiorgio, Napolitano Umberto, Pastorino Luciano

2002 2003
Elezioni 17 marzo 2002
Presidente: Casini Ezio
Segretario Generale: Bottalico Michele
Vicepresidenti: Bigi Roberto, Bignami Luciano, Nordio Romeo
Bignami Luciano fino a gennaio 2003 lo sostituisce dal 2 febbraio Lupi Piergiorgio
Consiglieri: Bullo Alberto, Coloma Giacomo, Lupi Piergiorgio, Napolitano Umberto, Pastorino Luciano, Petroli Leonardo
Dal 2 febbraio subentra a Bignami Luciano come consigliere Spinelli Danilo

2004 2005
Elezioni 29 febbraio 2004
Presidente: Branca Giovanni
Segretario Generale: Spinelli Danilo
Vicepresidenti: Bigi Roberto, Pastorino Luciano
Consiglieri: Cavalli Andrea, Coloma Giacomo, Lupi Piergiorgio, Massarino Sergio, Origgi Luigi, Napolitano Umberto, Petroli Leonardo

2006 2007
Elezioni 12 marzo 2006
Presidente: Branca Giovanni
Segretario Generale: Spinelli Danilo
Coadiutore Segretario Generale: Bottalico Michele
Nella riunione del 14/10/06 si sono invertiti i ruoli tra Spinelli Danilo e Bottalico Michele
Vicepresidenti: Bigi Roberto, Petroli Leonardo
Consiglieri: Barbieri Andrea, Bignami Luciano, Coloma Giacomo, Dova Stefano, Napolitano Umberto, Origgi Luigi

2008 2008 5 ottobre
Elezioni 1 marzo 2008
Presidente: Branca Giovanni
Segretario Generale: Bottalico Michele
Vicepresidenti: Barbieri Andrea, Bignami Luciano, Casini Ezio
Consiglieri: Cavalli Jacopo, Marazzi Luciano, Menoni Luigino, Napolitano Umberto, Oldini Pietro, Petroli Leonardo
Nel corso del mandato Marazzi Luciano è stato sostituito da Paveto Giuseppe e Oldini Pietro da Spinelli Danilo

2008 5 ottobre 2009
5 ottobre 2008 Rimpasto del C.D.N. causato dalle dimissioni del Presidente Branca Giovanni a cui subentra nel CDN Origgi Luigi come Consigliere
Presidente: Bignami Luciano
Segretario Generale: Bottalico Michele
Vicepresidenti: Barbieri Andrea, Menoni Luigino, Petroli Leonardo
Consiglieri: Cavalli Jacopo, Casini Ezio, Napolitano Umberto, Origgi Luigi, Paveto Giuseppe, Spinelli Danilo
Le successive dimissioni del consigliere Casini Ezio determinano l’entrata nel C.D.N. di Bigi Roberto con la carica di Vicepresidente

2009
Presidente: Bignami Luciano
Segretario Generale: Bottalico Michele
Vicepresidenti: Barbieri Andrea, Bigi Roberto, Menoni Luigino, Petroli Leonardo
Consiglieri: Cavalli Jacopo, Napolitano Umberto, Origgi Luigi, Paveto Giuseppe, Spinelli Danilo

2010 2011
Elezioni 23 gennaio 2010
Presidente: Bignami Luciano
Segretario Generale: Menoni Luigino
Vicepresidenti: Bigi Roberto, Oldini Pietro, Petroli Leonardo
Consiglieri: Baldacci Marco, Fissore Franco, Napolitano Umberto, Paveto Giuseppe, Rucco Nico, Spinelli Danilo
Nel corso del mandato, a causa delle dimissioni di Franco Fissore da Consigliere è subentrato Picchi Lamberto assumendo la carica di Vicepresidente in quanto in precedenza già responsabile della sezione NS

2012 2013
Elezioni 26 febbraio 2012
Presidente: Bignami Luciano
Segretario Generale: Menoni Luigino
Vicepresidenti: Bigi Roberto, Branca Giovanni, Petroli Leonardo
Consiglieri: Baldacci Marco, Borghi Sergio, Bottalico Michele, Malaspina Sandro, Paveto Giuseppe, Rucco Nico.

2014 2015
Presidente: Bignami Luciano
Segretario: Menoni Ligino
Vicepresidenti: Petroli L., Branca G., Mioc G.
Consiglieri: Baldacci M., Borghi S., Bottalico M., Macchiarini C., Rucco N..

2016 2017
Presidente: Bignami Luciano
Segretario: Menoni Luigino
Vicepresidenti: Palandri M., Rucco N., Mioc G.
Consiglieri: Benedetto A., Bottalico M., Branca G., Cavaletto C., Chiabotto R., Macchiarini C.

2018 2019
Presidente: Bignami Luciano
Segretario: Menoni Luigino
Vicepresidenti: Palandri M., Branca G., Mioc G.
Consiglieri: Chiabotto R., Tirelli M., Bottalico M., Cavaletto C., Macchiarini C., Bovi W.


PRESIDENTI NAVIMODEL

1942 1946 Amm. Filippo Camperio

1946 1947 Federico Jarach,

1947 1955 Guglielmo Stobbia

1955 1967 Vilfiderio Gioacchini

1967 1974 Renato Bestetti

1974 1976 Domenico Scala

1976 1985 Aldo Gismano

1985 1992 Orazio Curti

1992 2004 Ezio Casini

2004 2008 Giovanni Branca

2008 Luciano Bignami

La Direzione NAVIMODEL

Cenni Storici - Navimodel
CENNI STORICI
di
MODELLISMO NAVALE

Il primo articolo pubblicato nel 1952 sul modellismo navale da Navimodel.
Parte prima
Quale è stato il primo modello navale?
Gli archeologi navali non hanno finora saputo precisarlo; comunque non sembra azzardata l’ipotesi avanzata da taluni che il modello navale sia nato contemporaneamente o quasi alla nave.E’ infatti logico supporre che i figli dei nostri proavi, per spirito di imitazione, abbiano fatto del modellismo primitivo, abbandonando ai flutti del fiume o del mare, pezzi di legno o foglie aventi la forma delle barche monoxili e delle conche di pelli ferine usate dai loro padri.Siamo nel periodo neolitico cioè della pietra levigata - e non più tagliata – ossia all’incirca XV secolo prima di Cristo!
I modelli comunque, ebbero subito un significato prevalentemente religioso e tradizionale.Nel 1929 venne fatta ad opera del prof. Woolley – negli scavi delle tombe reali di Ur (in Caldea) –un’importantissima scoperta: quella di un modello navale.
Si tratta forse del modello più antico. – se si eccettua qualche esemplare di barca nilota costruita con un piccolo fascio di papiro legato alle estremità ed allargato al centro – il modello di Ur è in argento e rappresenta una barca del 40° secolo a. C.; misura cm. 65 di lunghezza; ha 4 banchi per i rematori ed i remi (con pala fogliata cioè a forma di foglia) sono stati trovati fissati al loro posto al capodibanda per effetto della ossidazione; al centro vi è una striscia arcata d’argento, evidente supporto della tenda.
E’ da notare che questo modello di 5000 anni fa, ha perfetta similitudine con il tipo di barca tuttora usato nella Maremma del sud.
Questa piccola imbarcazione era stata posta in una tomba reale probabilmente per trasportare lo spirito del re defunto nell’aldilà.
Questo modello è senza dubbio uno dei più eloquenti esempi pervenutici a testimoniare la continuità della vita sul fiume Eufrate.
Da ciò affiora l’importanza storica del modellismo navale.
Sempre nel periodo del Bronzo un altro popolo ha confermato il carattere religioso mistico del modello navale.
Voglio alludere al forte popolo nuragico (sardo) il quale ha dimostrato il suo alto grado di civiltà specialmente nella lavorazione del bronzo, prodotto traendo faticosamente il rame dalle rocce cuprifere dell’isola, oppure importandolo in pani dalla lontana Ellade.
Dai numerosi “Nuraghi” stranissime costruzioni in pietra, che costituivano – casa – fortilizio –tempio – sono ritornate alla luce armi caratteristiche, opere di scultura, nonché numerose navicelle votive in bronzo – sormontate alla prua da un protome, taurino o leonino – che lasciano supporre che il popolo nuragico abbia anche dominato sul mare, almeno attorno alle prode isolane e non fosse estraneo agli ardimenti navali.
Analoghe navicelle bronzee votive o sacrali vennero rinvenute nelle tombe dell’antica Etruria.Molte furono rintracciate a Vetulonia e tra queste una grandissima con molte figure di animali (una specie di arca di Noè).
Tali esemplari appaiono importati o imitati da modelli sardi.
Altre barchette fittili di alabastro e di terracotta rinvenute in tutta l’Italia centrale ed appartenenti a differenti epoche ed a diversi tipi di sepoltura, rivelano una sopravvivenza all’ispirazione religiosa.
L’abitudine di foggiare modelli di barche sopravvive alla nazione etrusca; infatti in età romana le lampade di bronzo hanno ancora qualche volta la forma di una barca.
A parte il problema religioso, questi modellini hanno particolare importanza in quanto rappresentano nella penisola italica i primi modelli plastici pervenuti fino a noi.
Piccole e talvolta rozzamente modellate, la loro forma è quella consueta del guscio antico, talvolta senza protome animalesca e spesso con una leggera carenatura.
Tuttavia se non portano elementi alla storia della navigazione, rappresentano ad ogni modo pur sempre un elemento importante nella storia del modellismo navale.
Anche il pesce ebbe un carattere sacro nella preistoria.
Retrocedendo di qualche migliaio di anni dobbiamo soffermarci sul periodo storico sul quale rifulge la più vecchia civiltà del modo: quella egizia.
Anche fra questo grande popolo, che tanti problemi costruttivi ha saputo risolvere con il suo motore umano (muscoli e garretti), il modellismo navale era di ispirazione religiosa o votiva.
Gli egiziani ritenevano che i defunti dovessero affrontare il viaggio sul fiume Abialus e quindi l’arredamento delle tombe comportava anche una serie di battelli; questi erano, a seconda dei periodi, o raffigurati sulle pareti delle tombe stesse o costituiti da piccoli modelli per la costruzione dei quali pare esistessero degli artigiani specializzati.
Dagli scavi effettuati nelle tombe della valle dei Re ed altrove, vennero ritrovati numerosi esemplari di questi modelli animati spesso da figurine in atteggiamenti ieratici o intente nella manovra della nave.
Questi modelli rappresentano in maggioranza barche funerarie con al centro l’ara del defunto o barche votive o destinate a riti speciali.
Le tombe faraoniche o dei nobili rigurgitavano di questi piccoli modelli in oro ed in argento, mentre nelle tombe più modeste consistevano in curiosi piccoli battelli in legno più o meno grossolanamente intagliati.
Tali modelli si trovano ora sparsi in gran numero nei musei di tutto il mondo.
Quello del Cairo ha una gamma di modelli che va dalla 1° alla 30° dinastia ed abbraccia circa 3000 anni rappresentando l’evoluzione delle costruzioni navali egizie.
Un ottimo esemplare di nave funeraria della 12° dinastia è conservato, fra altri importanti tesori, nel Museo Egiziano di Torino.
I Fenici concorsero a migliorare tali costruzioni, ma purtroppo di questo popolo navigatore non ci è pervenuto alcun esemplare di modello navale.
Per chiudere il periodo modellistico egiziano dirò che nella tomba di Tutankhamon venne trovato in stato di perfetta conservazione, un tipico modello di barca marina,doppio pennone con vela strafilata in basso e con molti particolari interessanti d’attrezzatura.
A questo tipo di vela, forse suggerito dai Fenici, si ispirarono poi i costruttori greci e latini nella realizzazione delle loro triere, bireme, polireme.
Ed ecco un altro particolare interessante: fin verso la 20° dinastia le barche venivano costruite ad incastro.
Data la scarsità del legno, venivano usate nella costruzione della barca delle tavolette di cedro fra loro incastrate.
Lo scafo veniva poi rinforzato con un cavo passante lungo il bordo e tesato poi da poppa a prora con il sistema del tirante della sega (un cavicchio inserito tra la doppia corda:
Non conoscevano ancora l’ancora e questa era costituita da un sasso bucato e trattenuto da un cavo di papiro o da un reticolo o gerla contenente grossi ciottoli.
Il primo marinaio che successivamente scoprì che un semplice pesante ferro ricurvo tratteneva la barca non arando sul fondo, non ha immaginato l’importanza della sua scoperta: aveva infatti scoperto l’ancora.
Anche nel più splendido periodo Minoico (dal 2200 al 1600 a.C.) il modellismo mistico ebbe un buon sviluppo: ad esempio nell’antro consacrato al mito dell’infanzia di Giove, sul monte Ida,venne ritrovato, sfuggito al saccheggio dei pescatori che ne cavarono tesori che purtroppo andarono dispersi, un bronzo fuso, di stile geometrico rappresentante una nave con rematori e timonieri.
Essa ricorda forse l’offerta dei conquistatori ce da poco erano venuti nell’isola di Creta.
Vennero pure scoperti altri modelli, sempre di carattere votivo, risalenti al tempo della Grecia classica e di Roma.Ne esiste infatti uno al Museo di Atene che dà un’idea precisa di una galea.Nel Museo Britannico esiste un modello di terracotta di una nave greca che risale al 6° secolo a.C.Si tratta di una nave da trasporto.Questo modello può essere paragonato a quello di maiolica esistente all’University College di Londra,raffigurante una nave da trasporto del tutto dive dal tipo di guerra lunga e stretta.Particolari notevoli di questa nave sono i boccaporti ed uno scafo razionalmente costruito per consentire la massima portata.Nei secoli che precedono la nascita di Gesù Cristo l’arte navale subisce una profonda evoluzione.Tucidite assegna al 691 a.C. l’insegnamento che Glaucos avrebbe dato a Scio sul modo di forgiare il ferro e saldarlo.Viene cioè scoperto il chiodo !Sembra a prima vista insignificante questa scoperta, ma essa segna un notevole progresso della tecnica costruttiva.Siamo ormai arrivati nel Medio Evo e per quanto in questo fosco periodo ben poco materiale modellistico sia a noi pervenuto, tuttavia è opportuno segnalare che alcune significative rappresentazioni delle navi del 1200 (velieri e acazie) esistono nei mosaici di San Marco di Venezia.
Altri velieri pisani del XII secolo si trovano scolpiti sulla base del campanile di Pisa.Non tutti i milanesi sanno che nella loro città è conservata una fedele riproduzione della “Tarida”del trecento.E’ posta in un altorilievo di quella meravigliosa arca di San Pietro Martire, opera di Giovanni di Balduccio, nella Chiesa di San Eustorgio in Milano.Si tratta di un prototipo di nave come tutte le figurazioni dell’epoca, ma per i suoi fedeli dettagli di attrezzatura viene citata in ogni opera di archeologia e architettura navale.Di questa nave si trova un modello, di fedele ricostruzione, nel Science Museum di Londra.Altro bel tipo di veliero trecentesco lo si riscontra nell’arca argentata di San Simeone da Zara, opera dell’orafo milanese Francesco da Sesto.Il lavoro risale al1377.
Nel tesoro della Basilica del Santo a Padova viene conservato un reliquario argenteo del 400 a forma di navicella (Tarida), un po’ di maniera ma che offre dettagli interessanti al modellista ricostruttore di navi antiche.Nel presbiterio della citata Basilica e precisamente nei bassorilievi bronzei del Bellano, è riprodotta la scena della nave di Giona, opera del 1484.Non si devono dimenticare i Vichinghi, grande popolo di navigatori, i quali si sono spinti con i loro Drakkar fin nelle lontane terre della Vinlandia, identificate con le coste del Canada.Essi però non ci lasciarono modelli delle loro navi: ci lasciarono di più e cioè alcuni esemplari delle loro imbarcazioni usate come tombe per qualche grande loro principe e condottiero.Nel fiordo di Goteborg venne rimesso alla luce uno di questi battelli quasi ancora intatto, con le sue suppellettili, armature, utensili, ecc., che ha formato oggetto di studi profondi, in quanto coevo documento della tecnica costruttiva di questi marinai.Parte seconda La Spagna cattolica continuò la tradizione votiva dei modelli.Sono pervenuti ai nostri tempi alcuni esemplari rari, fra cui un modello di caracca del 1400.E’ da rilevare che nella religione cattolica molti sono i riferimenti al mare.Le chiese ad esempio erano costruite nella forma di una nave capovolta e tale tipo di costruzione èappunto chiamata “navata”.Altro esempio: a partire dal 9° secolo, l’incensorio aveva la forma ed il nome di una barca:“navetta”.Anche in altri paesi quali la Francia ed altre nazioni cattoliche bagnate dal mare, il modello navaleebbe ispirazione religiosa.In Inghilterra ed in altri paesi nordici,come la Svezia, la riforma di Lutero bandì però questemanifestazioni sacre o votive in modo così radicale da distruggere quasi totalmente unadocumentazione assai preziosa della evoluzione navale di quei secoli.La regina Elisabetta d’Inghilterra non era ancora scomparsa che Phineas Pett, Commissario deiDock di Chatham in Inghilterra, principio del 1600, si mise a disegnare e costruire i primi modelliufficiali di navi inglesi.Da quella epoca (1600-1655) ha inizio la fabbricazione a titolo sperimentale dei modelli navali,tanto in Inghilterra, Olanda e successivamente in Francia come pure negli Stati baltici.Queste navi non solo servivano di guida ai cantieri (da ricordare che fino a quell’epoca le navivenivano impostate a “soggetto” cioè senza preventivi disegni, calcoli,ecc. ma dall’abilità dei“proto” cioè dei capi artigiani che tramandavano di padre in figlio i cosiddetti segreti dicostruzione) ma talvolta venivano offerte ai Sovrani per sollevare il loro entusiasmo per la marina ocome regali in occasione di ricorrenze.In seguito servirono agli armatori pubblici o privati quali modelli per la realizzazione di navi vere.Ai tempi nostri gli armatori li usano per allettare i viaggiatori a scegliere le loro navi nei viaggimarittimi.Nei secoli della battaglia di Lepanto, delle Compagnie delle Indie, del Doge Morosini, ilPeloponnesiaco, (uno dei più grandi capitani dei suoi tempi che dette le ultime zampate del leoneveneto alla tracotanza turca nella memorabile difesa dell’isola di Candia) nell’epoca della guerra fraFrancia e Inghilterra sfociata nella battaglia di Tafalgar,in tutti i paesi vennero costruiti superbimodelli di navi dell’epoca, veri gioielli religiosamente conservati nei musei e nelle raccolte private.Fu appunto durante le guerre marittime fra la Francia e l’Inghilterra, che sorsero gli anzidettimodellini dei prigionieri di guerra.Ed ecco in qual modo ciò avvenne.Gli inglesi avevano costruito a Dartmoor (ove per molti anni era stato conservato il famoso Galeonedel pirata elisabettiano Francis Drake) a Portchester Castle ed a Portsmouth tre grandi campi diprigionieri di guerra.Poi anche Liverpool accettò nelle sue casematte migliaia di prigionieri francesi.Esisteva un accordo fra le due nazioni per il mantenimento dei prigionieri ma poi con il rincaro deiprezzi e per altri motivi, i prigionieri ebbero a soffrire la mancanza di cibo ( come si ripetono gliavvenimenti !).Fu pertanto concesso di arrabattarsi in qualche modo ed allora molti di questi che erano artigianiorafi, lavoratori dell’avorio, intarsiatori, orologiai, coscritti obbligatoriamente, si misero a costruiredei micromodelli, con attrezzi rudimentali e quel poco materiale a loro disposizione, consistente inossa derivanti dai loro pasti, paglia, steli di saggina, pezzetti di legno duro, ecc.Le vele erano in legno, il cordame costruito con capelli o fili ricavati dai loro indumenti.Si tratta di micro modelli, in quanto la loro lunghezza non supera i 10 cm.Sono montati su basi ornamentali, riposti in vetrinette originali ed hanno oggi un prezzo noncalcolabile.Pur essendo microscopici, hanno una ricchezza di particolari che in nessun modo pregiudica leproporzioni.Così pure sono da ricordare i numerosi ex voto dei nostri marinai dei quali erano ricche le chiesettee i santuari di tutta la costa italica ma particolarmente quella ligure.Purtroppo molti di questi ingenui ma significativi modelli, che per devozione venivano recati apiedi nudi da chi scioglieva il voto sono andati dispersi, parte per incuria, parte perché alienati edemigrati in Francia ove gli antiquari hanno saputo valorizzarli.Se ne trovano ancora alcuni ben conservati sui coronamenti dei confessionali.Camogli, la città dai mille velieri, come la definisce il Bono Ferrari conserva ancora molti modellidelle navi degli Schiaffino e dei Narizzano che corsero tutti i mari e tennero sempre alta la nostrabandiera.In questi ultimi 50 anni l’arte della modellistica navale ha preso uno sviluppo notevole sia perl’opera di volgarizzazione compiuta da taluni scrittori quali il Cap.no Mac Kann per l’America e ilComandante Itoles per l’Inghilterra, sia per l’iniziativa delle riviste che pubblicarono i piani dellenavi più significative, sia per l’opera di taluni enti quali la Società di Ricerche Marittime di Saleusnel Massachussett, la Lega Navale, ecc.Sorsero poi le prime associazioni modellistiche: oggi l’America ne conta oltre 30, l’Inghilterra 50,la Francia 20, il Belgio 7 ecc. e l’Italia 4 di cui due soltanto praticamente attive.Taluni progettisti, architetti navali, progettarono modelli da regata rispondenti a determinatecaratteristiche e disciplinati da Classi (esistono almeno 5 classi internazionali) e si organizzaronoregate anch’esse disciplinate da regolamenti.La costruzione di questi modelli, anzi, per essere più precisi, di queste imbarcazioni ristrette daregata serve anche come studio per la realizzazione di barche in scala maggiore.Nel secolo della motorizzazione non potevano mancare i modelli a propulsione meccanica edinfatti, sulla scia dei tipi di imbarcazioni veloci “racers” a tre punti, formula americana, diversimodellisti dilettanti anche in Italia dedicano il loro tempo libero allo studio, alla progettazione diimbarcazioni veloci, alle prove in vasca e poi pratiche di stabilità, di compressione del motore, ecc.Si deve pensare che taluni motori da 10cc. Sviluppano 15-18 mila giri al minuto!.Questi motoscafi hanno raggiunto velocità di 135 Km di media oraria al pilone e sono così velociche talora la loro portanza diventa da idrodinamica ad aerodinamica, sollevandosi fra due punti diappoggio di prua ed avendo solo il tergo, costituito da una pala d’elica, immerso.Sono organismi delicatissimi, che subiscono anche l’influenza della temperatura dell’acqua, delgrado di umidità dell’aria.Anche i modelli hanno le loro avventureSorvoliamo sui trafugamenti dei modelli,in oro ed argento, specie di oreficeria dei secoli trascorsi elimitiamoci ad accennare ad una traversata atlantica di un modello di cutter.Nel 1935 un modellista americano lanciò dalla costa della Virginia nell’Atlantico un cutter dellalunghezza di 80 cm. sulla coperta del quale aveva fissato un tubetto di vetro con un messaggio incui era scritto che chi, ritrovando il battello, ne avesse avvisato il proprietario, avrebbe ricevuto indono 50 dollari.Dopo due anni il cutter venne trovato nella rada di Le Havre: portava le tracce di un lungosoggiorno in mare e trascinava delle alghe di non meno di tre metri di lunghezza.L’albero, dal quale pendeva ancora un lembo di vela, era spezzato ma era sostenuto però dallesartie.Il pescatore che aveva trovato il battello scrisse al proprietario il quale mantenne la promessa delpremio e lasciò il battello in ricordo.Quel piccolo guscio, prodigio di stabilità e di tenuta stagna, aveva percorso circa 7000 Km.(calcolati in linea retta)E’ infine da ricordare la grande utilità dei modelli nelle stazioni sperimentali ove si studia ilmiglioramento della tecnica del trasporto marittimo e della riduzione dei costi.I modelli vengono sottoposti nelle vasche a vari sforzi meccanici delle masse d’acqua sugli scafi esulle eliche con il controllo dinamometrico ed altri particolari strumenti di misurazione.Chi costruisce i modelli?I modellisti dilettanti appartengono a tutte le categorie sociali: impiegati, operai, tecniciprofessionisti, studenti.Anche l’elemento femminile incomincia ad interessarsi a questa dilettevole occupazione.Quanto ad età i modellisti vanno dagli 8 agli 86 anni.E’ deceduto nei mesi scorsi il “nonno” dei modellisti navali.Era un ex marinaio, Giannetto Baraldi, che alla bella età di 83 anni realizzava ancora dei piccoligaleoni che i villeggianti di S. Terenzo, La Spezia, si contendevano.Lo scorso mese è venuto a mancare il Capitano Willer, inglese, all’età di 86 anni.Era uno dei più apprezzati costruttori di modelli di navi del 1700 ed è trapassato quasi con i ferri dalavoro in mano.Lo scopo di questa crociata nei tempi remoti ed in quelli presenti è stato quello di mettere in rilievol’importanza del modellismo navale sotto vari aspetti.Anzitutto come chiara documentazione del passato e siccome il passato è storia, rappresenta quindiil patrimonio spirituale dei popoli: da qui scaturisce l’importanza che ha per la storia dei popoli,della navigazione, il modellismo antico.Come elemento tecnico, per i calcoli e le prove cui viene sottoposto il modello nella ricerca dinuove formule, di nuovi perfezionamenti.Ma il modello navale merita considerazione quale elemento artistico-decorativo; esso èindubbiamente più completo, più suggestivo di un quadro in quanto colpisce di più l’immaginazioneed è più fedele alla realtà.Il modello navale inoltre è elemento di svago, ricreazione dello spirito, poiché queste piccole navifacendoci solcare il mare della fantasia aprono una parentesi di serenità nella lotta continua per lavita.Il modello navale è apprezzabile altresì come elemento didattico, come efficace propagandamarinara, come preparazione all’arte nautica, all’avviamento di una simpatica forma di artigianato.Il modello navale, così come da noi è inteso, non è quello che molti ancora ritengono un giocattolo,bensì la base necessaria per arrivare alla vetta più alta e cioè gli operosi Cantieri Navali di tuttaItalia.Magg. Guglielmo StobbiaPresidente “NAVIMODEL”Il maggiore Guglielmo Stobbia fu il 3° Presidente e rimase in carica dal 1947 al 1955Articolo pubblicato su:ITALMODEL NaviParte Prima Anno 2 Numero 10 Maggio - Giugno - Luglio 1952Parte Seconda Anno 2 Numero 11 Agosto - Settembre - Ottobre 1952
Frammenti di passato - Navimodel
FRAMMENTI DI PASSATO
NOTIZIE SPARSE RACCOLTE DA VECCHIE RIVISTE E GIORNALI
ANNI 1940 e 1950

1946
Rubrica di Modellismo Navale
NAVIMODEL
ASSOCIAZIONE MODELLISTICA NAVALE
Anzitutto una notizia per i soci Navimodel che non hanno potuto prendere parte all’Assemblea sociale del 21 novembre 1946:
E’ stato eletto Presidente di Navimodel il Comandante Federico Jarach, luminosa figura di Marinaio e di studioso, a cui vanno i più fervidi auguri di tutti i nostri soci.
E’ stato poi stabilito all’unanimità di aggiornare definitivamente la denominazione di Navimodel in“Associazione Modellistica Navale” omettendo la vecchia dicitura di “Associazione Modellistica Marinara Milanese”, e questo in vista degli sviluppi sempre più vasti dell’associazione.
Nel numero scorso era stata preannunciata la pubblicazione di un piano di un modello a vela da corsa, allo scopo di indire poi una regata; non volendo però iniziare un nuovo tipo, almeno per ora,si è pensato di usufruire di un magnifico tipo già esistente, precisamente la Classe V, proposta dai modellisti veneziani e della quale sono apparsi i piani costruttivi nello scorso numero di febbraio.E’ stato quindi scelto il tipo dell’Associazione Veneta, anche per rafforzare sempre più la collaborazione fra i vari gruppi modellistici.
“Navimodel” offre ora i piani e le istruzioni per costruire un tipo di nave che tanto si è resa famosa in questi turbinosi anni, la Jeep del mare, ossia la “Victory ship”
.I modellisti che amano i particolari troveranno tale modello molto interessante Segue nel testo un articolo sulla costruzione di un modello in scala molto ridotta e con disegno semplificato di una nave “Victory ship” tipo liberty.
Giancarlo Zipoli
Articolo pubblicato su:
VELA E MOTORE
Dicembre 1946

1951
REGATE PROVINCIALI NAVIMODEL
Como 23 settembre 1951
Domenica 23 settembre, si sono riunite a Como le sezioni sportive dell’Associazione Modellistica Navale Navimodel per la gara di chiusura.
La manifestazione è stata organizzata dalla sede di Milano, presieduta dal dottor Guglielmo Stobbia, sotto gli auspici del Circolo della Vela di Como.
Il cielo nuvoloso, che sembrava dover deludere l’ansiosa attesa di tutti gli sportivi, si è rischiarato a poco a poco,lasciando che il sole scintillasse sulle acque calme w sul verde delle sponde che facevano da stupenda corona al lago.In questo periodo il modellismo navale italiano sta ricevendo un nuovo impulso dopo anni di silenzioso lavoro: grazie all’operosità intensa, alla passione degli iniziati, ai sacrifici dei dirigenti e degli associati, un nuovo ampio orizzonte si è aperto alla modellistica navale.Infatti la manifestazione che si è teste conclusa ha voluto riassumere e dimostrare, in un confronto diretto tra costruttori la potenzialità, il grado di preparazione dei modellisti e quindi infondere a tutti la spinta a meglio progredire, incitandoli a raggiungere il perfezionamento agognato.La giornata è stata intensa.Il mattino è stato dedicato alla messa a punto degli scafi e dei motori, operazione che si è svolta in una atmosfera di fervido entusiasmo, in mezzo a una piccola folla di curiosi e di appassionati.Lo scampanio del mezzogiorno radunò tutti i modellisti e gli amici attorno a una lunga tavola, dove,tra conversazioni cordialmente amichevoli frammiste a discussioni tecniche, si attese l’ora delle gare.
Concorrenti e pubblico si sono ammassati sulla riva e alle 14,30 favorite da un inaspettato e ben accolto vento del Tivano, hanno avuto inizio le regate a vela.Le gare consistevano in tre prove ai punti, su un percorso in linea retta di 500 metri.Primi a partire sono stai modelli della classe F, di un metro: lo scafo sorprendente di Crivelli, con timone automatico ad allerone, si è imposto con superiorità schiacciante in tutte e tre le prove.Nella classe dei modelli inferiori a un metro, si è classificato primo Zipoli con un bel modello di“Star”, dopo una combattutissima competizione.Infine le gare a vela si sono concluse con una prova di modelli da m.1,27, classe internazionale M, a titolo sperimentale.Terminate le competizioni a vela, hanno avuto inizio le prove dei modelli a propulsione meccanica.Ammiratissima la corazzata Richelieu del geom. Alberto Cesati, costruita con rara perizia e curata con finezza nei minimi particolari.Il modello, che è stato premiato col primo premio, si è imposto non solo come esecuzione, ma anche come perfetta navigabilità.Da segnalare, pure nel campo della propulsione a vapore, le bellissime ed entusiasmanti realizzazioni di Remigio Cervesato.
Meno lisce le cose sono andate durante le prove dei motori a scoppio, a causa specialmente della mancanza del pilone, prove che si sono svolte in linea retta, tra la viva preoccupazione dei rispettivi proprietari, timorosi di veder cozzare i propri modelli contro qualche ostacolo.Nonostante si sia ancora lontani dall’ottenere quel perfezionamento raggiunto dagli stranieri, leimbarcazioni sottoposte alla prova, hanno dimostrato qualche progresso in velocità rispetto allecompetizioni precedenti.Il miglior concorrente è stato il signor Giovanni Giannetto, il cui “racer”, pur non essendo moltoveloce, ha dato prova di facile avviamento e di ottima navigabilità.Un encomio particolare va alla Sezione di Parma guidata dall’infaticabile cav. Filiberto Paoli, a cuiè toccato il premio speciale per il maggior numero di modelli presentati.Molto ammirati furono i suoi “racers” costruiti con personale finezza.L’Associazione Modellistica Navale di Milano è grata al Circolo della Vela di Como per l’ospitalitàamichevole e per il riconoscimento tributato a questa attività.Un cordiale ringraziamento va anche al dottor Italo Briano che ha offerto ai concorrenti vincenti treabbonamenti alla Rivista Italmodel.Altro premio messo in palio è stato un motorino a scoppio del signor Mauri di sua fabbricazione.Anche altre ditte e soci hanno contribuito al successo della manifestazione, tra cui il signorGismano, la ditta Movo, la Tessile.A tutti un sentito grazie.ARITA CURZIORisultati delle garePrima gara: Cutter da regata classe F, un metro1. Sig. Crivelli Claudio punti 152. A pari merito Ing. Rapi Luigi e Sig. Boccelli-Ferrarini punti 93. Sig. Biagini Licio di Canzo punti 8Seconda gara: Cutter da regata classe Junior, inferiori a un metro.1. Sig. Zipoli Giancarlo punti 102. Sig. Rapi Alberto punti 73. Sig. Croti Giovanni punti 6Terza gara: modelli a propulsione meccanica di qualunque tipo, purchè con elica immersa.1. Geom. Cesati Alberto(Corazzata Richelieu)2. Sig. Giannetto Giovanni3. Sig. Bonato Bruno4. Sig. Cervesato RemiglioQuarta gara per il maggior numero di modelli presentati.1. Sig. Cav Paoli Filiberto di Parma con n° 6 modelliArticolo pubblicato su:ITALMODEL NaviAnno 1 Numero 6/7 Dicembre 19511952PRIMO SALONE INTERNAZIONALE DEL MODELLISMO RIDOTTONei giorni da 31 Gennaio al 10 Febbraio ha avuto luogo a Ginevra una grande mostra di modelli diogni specie: aerei, auto, treni, navi con la partecipazione di oltre 300 modellisti europei, tra cuinumerosissimi italiani che eccelsero specie nel modellismo navale.Il nostro Direttore Dott. Briano, fiduciario per l’Italia per navi e treni, fece anche parte della GiuriaInternazionale per l’assegnazione di diplomi e premi ai migliori espositori.Nel prossimo numero pubblicheremo ampia relazione.Articolo pubblicato su:ITALMODEL NaviAnno 2 Numero 8 Gennaio – Febbraio 19521952MODELLISTI NAVALIMILANESI IN MAREALLA MOSTRA DI GINEVRAI modellisti navali milanesi hanno trasportato in terra svizzera i loro piccoli capolavori, perpartecipare alla prima rassegna internazionale che si svolge a Ginevra in questi giorni, all’insegnadel “Salon International du modéle reduit”.E’ la prima volta che i nostri cosiddetti “navimodellisti” varcano la frontiera per allineare i fruttidelle loro fatiche accanto a quelli di altri appassionati di quest’arte certosina, convenuti dalla stessaSvizzera, dalla Francia, dalla Germania e da altri Paesi europei.Insieme con i modellisti milanesi sono presenti a Ginevra, nel grandioso palazzo dello Sport, gliesponenti di Genova, Torino, Ancona, Firenze, Ivrea.Fra i partecipanti milanesi, Bruno Bonato esibisce un motoscafo da diporto a propulsione a molla;Orazio Curti un modello di Cutter da regata, classe internazionale, vincitore dei campionatinazionali dell’aprile 1950; Egidio Baroni un modello di “jawl”.Del maggiore Guglielmo Stobbia ammirata una galea sottile veneta (seconda metà del XVI secolo),ricostruita da un particolare del quadro raffigurante il “Martirio di Santa Cristina”, esistente nelPalazzo Ducale di Venezia.Trattasi di una tipica imbarcazione mediterranea a remi e a vela scomparsa agli albori del XIXsecolo.La galea è detta “sottile” perché era a un solo albero, mentre le galee “grosse e bastarde” neavevano due ed anche tre , portanti una grande antenna con vela latina di differente ampiezza, dausarsi secondo l’intensità del vento.Ciascuno dei rematori, in numero di tre o cinque, manovrava un remo, a “scaloccio”.Dello stesso autore un modello di “galeone elisabettiano”, della fine del XVI secolo e un modellostatico di “galea savoina” della seconda metà del XVI secolo.E’ questa una ricostruzione della galea “Capitana” di Casa Savoia, comandata dall’ammiraglioAndrea Provana di Leyni, che partecipò alla battaglia di Lepanto.Lo stesso maggiore Stobbia ha presentato ancora un modello statico di “felucca piratesca” del XVIIsecolo, tipica imbarcazione usata dai pirati della corte di Barberia, per le loro scorrerie nelMediterraneo.Di solito avevano due alberi a vele latine e 12 remi per banda, ai quali erano incatenati cristianicatturati sulle coste europee o in scaramucce navali; e infine, una nave dei Vikinghi “Drakkar” delX secolo d.C.Questa nave dei “Re dei Mari” è ispirata a quella scoperta negli scavi di Gokstad.Erano agili imbarcazioni aventi la prua e la poppa eguali, per poter avanzare con i remiindifferentemente nei due sensi.Alberto Cesati ha dal suo canto inviato un modello della corazzata “ Richelieu”; Ludovico Crivelliun modello di imbarcazione della classe internazionale “F” ; Remigio Cervesato una motrice avapore veloce monocilindrica a doppio effetto e Giancarlo Zipoli vari interessanti modelli e plasticinavali.La partecipazione di modellisti navali milanesi alla esposizione internazionale di Ginevra hadimostrato ancora una volta la valentia tecnica dei singoli modellisti e insieme, il rigoglio diun’attività che appassiona, a Milano, cinquecento soci della Associazione Modellistica NavaleNavimodelArticolo pubblicato su:CORRIERE D’INFORMAZIONE PomeriggioCorriere MilaneseMartedì/Mercoledì 5/6 Febbraio 19521952CORSO DI MODELLISMO NAVALELa Lega Navale Italiana – Sezione di Milano col concorso dell’Associazione ModellisticaNazionale “NAVIMODEL” ha istituito in Milano un corso di “Modellistica Navale”.Il corso comprenderà lezioni di carattere generale.Storia della Nave e Navigazione Navale, materiale di costruzione, sistemi di costruzione,disegnotecnico navale, costruzione modelli.Il Corso è libero a tutti: avrà inizio il 15 Marzo p.v. e termine il 30 Novembre.Alla fine del corso gli Allievi meritevoli potranno conseguire diplomi e premi vari.Essi saranno inoltre segnalati a tutte le Industrie fornitrici della Marina.Le iscrizioni sono gratuite e libere a tutti e si ricevono presso la Segreteria della Lega NavaleItaliana Corso Magenta n° 12 nelle consuete ore d’ufficio.Articolo pubblicato su:ITALMODEL NaviAnno 2 Numero 8 Gennaio – Febbraio 19521953ATTIVITA’ NAVIMODELA chiusura dell’attività della sezione sportiva di Navimodel il 9 Novembre u.s. si è svoltaall’Idroscalo di Milano una manifestazione con regate di modelli a vela e a motore.Nell’occasione sono stati presentati nuovi modelli sia della classe 1 metro e M 50/800 nonché deiracers.Si è inoltre collaudato con successo il radio-comando costruito dal socio Cesati Alberto di cui lariproduzione in copertina.Il modello radiocomandato ha dato ottima prova compiendo evoluzioni perfette ed ha riscosso ilmassimo interesse del pubblico e degli appassionati presenti alla manifestazione.Il radiocomando è montato su un bel modello di corvetta lungo 1 metro e la sua peculiarità consistenel comando oscillante che, ci risulta, applicato per la prima volta in Italia.Il Sig. Cesati Alberto pertanto, essendo stato il primo a realizzare un radiocomando perfettamentefunzionante, ha vinto il premio messo in palio da Navimodel secondo quanto comunicato anchesulle pagine di questa rivista.Per quanto concerne il concorso a premi per la Corazzata Vittorio Veneto la Direzione diNavimodel comunica che la manifestazione è stata rimandata nei mesi Marzo-Aprile del 1953 per isopravvenuti impegni assunti dall’Associazione e per permettere una più larga partecipazione diconcorrenti.Si invitano nuovamente i modellisti italiani ad ultimare le loro costruzioni e ad inviare la loroadesione presso la nuova sede di Navimodel: Via San Vittore n°15 Milano senza di che, strano adirsi, il concorso non potrà avere luogo.Si rende noto inoltre, che la Direzione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica ha volutoconcedere a Navimodel la nuova sede per l’opera appassionata che dirigenti e soci hanno svolto estanno svolgendo per il ripristino ed il restauro del nuovo Museo Navale di Milano.L’Associazione dispone quindi di un vasto locale adibito a sala di ritrovo , convegno e lettura, dovenei prossimi mesi verranno ripresi i corsi di navimodellismo e di un locale sistemato ad uso dellaPresidenza-Segreteria.Ha inoltre in manutenzione un attrezzato laboratorio annesso al Museo Navale per il restauro deimodelli.Saranno ben gradite le visite degli appassionati navimodellisti di tutta Italia; dell’esistenza deiquadri si è avuta recente notizia dal Direttore di questa rivista ed in ogni caso si plaude alle lorointenzioni di costituire sodalizi navimodellistici.Si invitano anche a mezzo di queste colonne tutti i soci che non l’hanno ancora fatto di restituiredebitamente completate le cartoline loro spedite da tempo, riguardanti la raccolta di dati statisticiche saranno di potente ausilio per il completamento del registro navale modellistico e per unmaggior sviluppo dell’Associazione.Articolo pubblicato su:ITALMODEL NaviAnno 3 Numero 13 Gennaio – Febbraio 1953ANNI 19801980NOTIZIARIO NAVIMODEL N° 85Anno XX 1980La parola del Segretario GeneraleMa dove siete, cosa fate tutti nascosti nelle vostre tane a tirar fili e segare legna?Date un po’ di respiro alle vostre mogli e alle vostre madri inferocite dal gran polverone scrivendoall’Associazione dove altri come Voi hanno bisogno dio sentire che non sono i soli che si fannoodiare dalla famiglia.Scherzi a parte bisogna che l’Associazione sia una cosa viva, non importa che si sappia scrivere,basta solo fare una fila di croci, una dopo l’altra per sapere che non si muove la coda per nulla.Possibile che i problemi li abbia solo io ed a Voi vada tutto liscio?I miei dubbi non possono essere le vostre certezze?Merlotti come fa a muovere quel dito, Barbieri come fa a tagliare la lamiera, Bellabarba sapere tuttequelle cose sulle vele quadre ed Osculati e De Ros come tengono in mano quella maledetta matita?Sono cose che mi mettono in crisi e dico: Adesso Vi saluto e non mi rivedrete mai più…..Poi, rimando, ci ripenso, ricomincio a sperare ed eccomi qui a chiederVi un pò di conforto.Scrivete, porca miseria, e mi sentirò meno infelice.Dimenticavo di ringraziare tutti coloro che mi hanno accolto benevolmente.A prestoIl Segretario GeneraleEdo GuerreriAssociazione Modellistica NavaleNAVIMODELFederazione Nazionale ItalianaNon è certo un vagito quello che sentite ma il “do di petto” di un illustre tenore.Da tempo si voleva e finalmente si è fatta.Di che cosa parliamo, ma della Federazione.Non una delle tante, ma una sola.Quella che volevamo tutti da anni.Il parto non è stato semplice né indolore ma è nata adulta questa Federazione.La NAVIMODEL, augusta madre trentenne, nel fiore degli anni, ha dato la luce a la:ASSOCIAZIONE MODELLISTICA NAVALE NAVIMODELFEDERAZIONE NAZIONALE ITALIANA e Vi par poco?Nella Sala Rossi del Museo della Scienza e della Tecnica, alla presenza del Notaio Dott. Fontana edai Soci intervenuti numerosissimi, si è votata all’unanimità la fatidica svolta.Si sono approvate le variazioni al Vecchio Statuto che riportiamo integralmente dopo il discorso diapertura del nostro beneamato Presidente Aldo Gismano, che consigliamo a tutti di leggerePer color che non fossero intervenuti diciamo che il nostro Vice Presidente Ing. Orazio Curti,Direttore tecnico del Museo, dopo l’Assemblea ed il meraviglioso pranzo sociale con amici eparenti, sotto le volte affrescate dello stupendo Oratorio degli Olivetani, ci ha condotti per mano inuna interessantissima visita al Museo.Lasciamo comunque parola al verbale che racconterà in modo molto più ufficiale di quanto stiamofacendo noi come si è svolta l’Assemblea del 13 aprile.13 Aprile 1980Verbale di AssembleaL’anno 1980 – millenovecentoottanta – il giorno 13 – tredici aprile, alle ore 10,30 – dieci e minutitrenta – in Milano, via S. Vittore n. 19 nel Palazzo del Museo della Scienza e della Tecnica,avanti a me dott. ALFIERO FONTANA, notaio in Milano, iscritto nel Collegio Notarile di Milano,è personalmente comparso il Signor: -avv. FIORE SERGIO THEODOROWICZ nato a Trieste il 2settembre 1926, domiciliato a Milano, via S. Eufemia n. 19 avvocato.Detto comparente della cui identità personale io Notaio sono certo, fatta espressa rinuncia col mioconsenso alla assistenza dei testimoni, agendo nella sua qualità di membro del Consiglio Direttivodella Associazione: “ASSOCIAZIONE MODELLISTICA NAVALE NAZIONALENAVIMODEL” con sede in Milano, via S. Vittore n. 19, costituita con atto a rogito dott. RaffaelloMeneghini Notaio in Milano in data 29 luglio 1955 n. 38941/10521 di Repertorio, registrato aMilano il 5 agosto 1955 al n. 5013 vol.1093, riconosciuta giuridicamente con D.P.R. n.529 del 16giugno 1959, come egli dichiara, mi comunica che è qui riunita i9n seconda convocazionel’Assemblea dei Soci di detta Associazione per discutere e deliberare sul seguenteORDINE DEL GIORNO1. Relazione del Presidente2. Approvazione Bilancio Consuntivo 19793. Approvazione bilancio Preventivo 19804. Approvazione definitiva ed ufficiale del nuovo statuto e verbalizzazione notarile5. varie ed eventualie mi richiede di ricevere per atto pubblico il relativo verbale limitatamente alla parte straordinariadell’ordine del giorno stesso.Aderendo alla richiesta fattami, io Notaio do atto di quanto segue.Assume la presidenza, su designazione degli intervenuti, il comparente avv. Sergio Fiore il qualeconstata e fa constatare che l’Assemblea è stata regolarmente convocata mediante avviso personalecontenente l’ordine del giorno, inviato a tutti i soci con lettera raccomandata, che sono presenti inproprio o per regolari deleghe; che pertanto ai sensi dell’art. 12 dello Statuto, l’Assemblea èregolarmente costituita ed atta a deliberare.Passandosi quindi alla trattazione degli argomenti all’Ordine del Giorno il presidente comunica chela parte ordinaria dello stesso è già stata deliberata con separato verbale, in data odierna, trascrittosul libro verbali delle riunioni delle Assemblee dell’Associazione stessa, ed espone i motivi checonsigliano l’adozione di un nuovo testo di Statuto adeguato alle attuali caratteristiche interne edinternazionali dell’attività navimodellistica.L’Assemblea, udito ed approvato l’esposto del Presidente, dopo breve discussione, all’unanimitàdelibera:1) Di adottare il nuovo testo dello Statuto Sociale che, steso su quattro fogli di carta, letto da meNotaio al comparente che lo approva e meco lo sottoscrive, al presente atto si allega sotto lalettera “A” quale sua parte integrante e sostanziale.2) Di dare mandato al comparente per l’esecuzione delle formalità dipendenti dalla presentedelibera fin d’ora autorizzandolo ad introdurre nell’allegato Statuto le modifiche che fosserorichieste dall’Autorità competente.Null’altro essendovi da deliberare, e più nessuno chiedendo la parola, il Presidente dichiara chiusala presente Assemblea essendo le ore 13.Il presente atto scritto da me Notaio, è stato da me letto, unitamente all’allegato, al comparente chelo ha approvato.Consta di un foglio di carta scritto su tre intere facciate e ventidue righe della quarta.F.to SERGIO THEODOROROWICZ FIOREDott. ALFIERO FONTANA (LS)1987NOTIZIARIO NAVIMODEL N° 102Anno XXVII 1987NotizieGruppo Navimodellistico Lombardo“Lo Scandaglio”Abbiamo il piacere di segnalare che si è costituito a Milano il:Gruppo Navimodellistico Lombardo “Lo Scandaglio”Che si prefigge di organizzare e diffondere il modellismo navale statico della Regione Lombardia,chiamando a raccolta tutti gli appartenenti all’ex Sezione di Milano NAVIMODEL appassionati dimodelli statici, di arte e di archeologia navale, di ricerche storiche e tecniche.Questo Gruppo si è già iscritto alla nostra Federazione e viene ospitato presso la Sede di via S.Vittore 19.Presso questa sede ci si può trovare ogni II° e IV° lunedì del mese, dalle ore 21 alle ore 23.Porgiamo i migliori auguri di proficua attività a questo nuovo Gruppo.Delegazione Federazione Jugoslava a MilanoIl giorno 7 marzo 1987, presso il ristorante “Bivio” il Presidente della Federazione, ing. Curti, ed ilSegretario Generale, sig. Bonassi, sono intervenuti ad una simpatica cena offerta dal Presidentedell’A.M.N.N. sig. Casini, in occasione della visita dei signori Josip Zanko (dirigente dei Centri ditecnica popolare di Zagabria) e Brane Colaric (dirigente dei Centri popolari di Lubiana)appartenentialla Federazione Jugoslava di navimodellismo.Al termine sono stati scambiati omaggi e promesse per una maggior proficua collaborazione, incampo modellistico fra le due Federazioni.
IL NOSTRO FONDATORE

CAMPERIO FILIPPO

Navimodel, l’ odierna "Associazione Modellistica Navale – NAVIMODEL - Federazione Nazionale Italiana" compie 70 anni: è stata fondata infatti nel 1942 da un gruppo di soci della Lega Navale Italiana sezione di Milano sotto la guida dell’allora Presidente Ammiraglio Filippo Camperio detto anche Pippo.
A questo gruppo di modellisti ed appassionati di vita e cultura marinara, che gravitavano attorno al costituendo Museo della Scienza e della Tecnica in via San Vittore a Milano, appartenevano anche Orazio Curti e Gugliemo Stobbia che diverranno Presidenti di Navimodel in anni successivi.
L’Associazione neo costituita a quei tempi si chiamava “Associazione Modellistica Marinara Milanese Navimodel” e il primo Presidente fù proprio il suo fondatore, l’Ammiraglio Camperio

Chi volesse approfondire la conoscenza di questo storico personaggio della cultura navale italiana clicchi qui.

Camperio Filippo(Milano 1873 novembre 27 - Villasanta 1945 aprile 21)

Filippo Camperio viaggiatore in Oriente


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